CONVEGNO | LA POTENZA DELLE IMMAGINI

La fotografia come strumento di lettura della Storia

Sabato 16 novembre
ore 10.00 – 16.00

La potenza delle immagini – dico potenza e non potere – consiste nel fatto che il visibile sa rimettere in questione tutto il nostro linguaggio: non si tratta, quindi, di tacere e di rimanere muti davanti alle immagini, bisogna, al contrario, reinventare il nostro linguaggio
(George Didi Huberman)

Il rapporto tra immagini e storia rimanda a una tradizione consolidata di studi, a partire dagli approfondimenti di Francis Haskell, storico dell’arte inglese, uno degli studiosi più originali e influenti del Novecento, autore del libro Le immagini della storia. L’arte e l’interpretazione del passato, che sottolinea la funzione delle fonti visive e storiche come “chiavi di accesso a epoche remote”.  La forza dell’immagine nella storia risiede nel suo essere documento, e in quanto tale, utilizzabile al fine di ottenere visioni, una più ampia conoscenza e cambiamenti sociali.

Il fotografo che lavora sulla realtà impiega l’oggettività offerta dalla macchina fotografica per mostrare, registrare, denunciare; indaga e fornisce informazioni sostituendo alla parola scritta la forza comunicativa delle immagini, senza negare che nonostante ciò la fotografia sia stata spesso oggetto di diffusione ai fini di propaganda, persuasione o addirittura sopraffazione, al pari della parola.

Il Servizio educativo del Museo di Fotografia Contemporanea prosegue nella sua ricerca sull’alfabetizzazione visiva con un seminario incentrato sull’uso delle immagini come fonti per lo studio, la ricerca e la comprensione della storia.

Il corso di aggiornamentorealizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura – è indirizzato a docenti, formatori ed educatori con l’intento di dimostrare il potenziale trasformativo della fotografia come strumento di analisi, ricerca storica e conoscenza, da introdurre in maniera sistematica nella didattica scolastica e nella formazione cognitiva ed emotiva della persona.

Inoltre, la fotografia è una disciplina che, correlata ad altre materie didattiche, sviluppa e rafforza creativamente i contenuti dell’apprendimento e lo sviluppo di competenze in tutti i campi del sapere.

PROGRAMMA

LA POTENZA DELLE IMMAGINI
La fotografia come strumento di lettura della Storia

>Saluti istituzionali e presentazione

10.15-10.30

Gabriella Fumagalli, Assessore alle Politiche Educative, Istruzione, Formazione e Lavoro del Comune di Cinisello Balsamo.
Massimo Pratelli, Vicepresidente Museo di Fotografia Contemporanea.
Diletta Zannelli, Responsabile Servizio educativo Museo Fotografia Contemporanea

 

Interventi Panel 1 | 10.30 – 13.00

Luca Mocarelli
La memoria al lavoro. Fonti e testimonianze tra conoscenza e public engagement

In un mondo dove tutto avviene in tempo reale in un eterno presente sembra che il passato e la sua memoria non abbiano alcuna rilevanza. Invece la conoscenza del passato, e la sua memoria, rappresentano un formidabile strumento di comprensione del reale e quindi di costruzione di una vera libertà. In questa prospettiva le fonti e le testimonianze, da quelle scritte a quelle fotografiche, danno un apporto fondamentale a condizione che si sia in grado di valutarne criticamente l’autenticità e l’attendibilità. L’intervento intende svolgere alcune riflessioni al riguardo, sia sul versante della critica delle fonti che della necessità di nuove modalità didattica utili a coinvolgere e interessare la generazione dei nativi digitali.

Luca Mocarelli è professore ordinario di storia economica presso l’Università degli studi di Milano – Bicocca dove dal 2018 è anche Presidente della Scuola di Economia e Statistica.

 

Maurizio Guerri
Immagini invisibili. Le immagini non sono più testimonianze della storia?

In un regime di ipertrofico consumo delle immagini come quello in cui ci troviamo la possibilità di pensare le immagini come forme di testimonianza della storia è costantemente messo in discussione, in primo luogo proprio dalla dimensione «estetizzante» (W. Benjamin) o «spettacolare» (G. Debord) delle immagini stesse. Dobbiamo quindi cercare di comprendere quali sono le modalità mediante cui le immagini non sono più forme di testimonianza della storia. Esistono modalità di riattivazione del nesso che lega le immagini alla storia?

Maurizio Guerri insegna Estetica e Fenomenologia dei media all’Accademia di belle arti di Brera ed è docente a contratto presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università statale di Milano.

 

Silvia Paoli
Una storia, diverse immagini: viaggio visivo nel ‘900. Conflitti e guerre tra informazione e rappresentazione: alcuni casi di studio

La fotografia nasce nella prima metà del XIX secolo e ben presto conquista tutti i rami del sapere. Poter moltiplicare le immagini “scritte” dalla luce e diffondere ciò che è visto in frammenti definiti di tempo e spazio, modificando e ampliando così lo sguardo sul mondo, determina il successo della fotografia. Ritenuta ai suoi inizi prova “certa” di un fatto, testimonianza inoppugnabile degli eventi, poi oggetto di sperimentazioni e ripensamenti critici nel Novecento, la fotografia si è posta in costante rapporto con la storia. Attraverso alcuni esempi, come le fotografie dei luoghi di battaglia all’epoca della Repubblica Romana del 1849 o quelle riprese durante la seconda guerra mondiale nei campi di sterminio o durante altri conflitti, l’intervento mira a sottolineare l’importanza dell’analisi critica del “documento” fotografico.

Silvia Paoli è storica dell’arte e della fotografia, è conservatrice dei beni culturali, responsabile del Civico Archivio Fotografico di Milano dal 2001. Si occupa di storia della fotografia dal 1989, con particolare riguardo alla fotografia delle origini, alla ricostruzione storica attraverso l’indagine sulle fonti primarie, al rapporto tra fotografia e arti visive.

 

Carlo Sala
Le immagini come dispositivo critico. Ibridazione mediale e poetica civile

La sovraproduzione di immagini e la loro estetizzazione, il profondo mutamento del rapporto con i media e il consolidamento di un’iconosfera digitale globale ha spinto una serie di artisti a ibridare la pratica fotografica con altri media espressivi per indagare in senso dialettico gli avvenimenti storici del proprio tempo. Questi autori – Alfredo Jaar, Christian Boltanski, Hans-Peter Feldmann fino agli odierni fautori della postfotografia – hanno decostruito l’ontologia del rappresentare, talvolta attraverso la negazione stessa del rapporto con il reale, per dar vita a dispositivi complessi capaci di svolgere una attivazione del senso critico e civile del fruitore che diviene agente attivo dinanzi alla memoria storica collettiva

Carlo Sala è critico d’arte, curatore e docente di “Linguaggi dell’arte contemporanea” all’Accademia Laba di Brescia. È curatore della Fondazione Francesco Fabbri ONlus per cui dirige il festival F4/UN’IDEA DI FOTOGRAFIA  e cura il premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee.

 

Interventi Panel 2 |14.00 – 16.00

 

Toni Gentile
Tra cronaca e storia. L’importanza della fotografia nella costruzione della memoria collettiva

La cronaca rappresenta la materia prima per quella che, a distanza di tempo, è destinata a diventare storia. Io nel mio lavoro mi sono occupato quasi sempre di fatti di cronaca, ho sempre trattato argomenti potenzialmente destinati ad entrare nella storia. Storia personale, storia di una città, di una regione, di una nazione, storia del costume di un popolo.

Toni Gentile inizia la professione di fotoreporter nel 1989 a Palermo, la città dove è nato, collaborando con il quotidiano locale e nello stesso tempo con l’Agenzia fotografica Sintesi di Roma, pubblicando sulle maggiori testate nazionali ed internazionali.

 

Monica Di Barbora
Fotografie e storia: tra ricerca e didattica

Le immagini sono da secoli strumento privilegiato della didattica, anche della storia. Le potenzialità sono molteplici ma altrettanti sono i rischi, tra cui quello di usarle per parlare d’altro, non sfruttando le loro specificità. L’intervento introdurrà sinteticamente i possibili usi delle fotografie nella didattica della storia contemporanea con alcuni esempi pratici.

Monica Di Barbora è insegnante, formatrice e ricercatrice indipendente. Da oltre vent’anni si occupa delle fotografie come fonti storiche, sia in prospettiva di riflessione teorica che come strumenti per la ricerca.

 Giorgio Bigatti
Conservare e tramandare la memoria visiva della città industriale

Dopo una breve presentazione della Fondazione e del suo patrimonio archivistico, nella prima parte mi soffermerò sulla storia della città industriale, analizzando in particolare il lavoro, l’emigrazione e la costruzione della periferia attraverso le fotografie conservate negli archivi di impresa e in quelli dell’Unità. Successivamente mi soffermerò su due mostre che hanno impegnato la Fondazione in questi ultimi anni, Pausa pranzo. Cibo e lavoro nell’Italia del 900 e Lavoro, sicurezza e salute nell’Italia delle fabbriche, parte di un più ampio progetto di valorizzazione della memoria dell’industria e del lavoro.

Direttore scientifico di Fondazione ISEC, è docente di Storia economica presso l’Università Luigi Bocconi di Milano.
Biografie estese relatori_LA POTENZA DELLE IMMAGINI_Seminario per docenti_2024
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Il seminario è organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei Lombardia –  ente accreditato al MiM e realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura.

  • Ai partecipanti verrà rilasciato un certificato di frequenza valido ai fini dell’aggiornamento professionale.
  • La tavola rotonda è ideata e promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea.

 

La partecipazione è gratuita ma con prenotazione obbligatoria all’indirizzo: servizioeducativo@munaf.it