La fragilità che è in ognuno di noi. Percorsi educativi nell’ambito del bando PNRR

Il progetto educativo La fragilità che è in ognuno di noi è promosso dal Museo di Fotografia Contemporanea nell’ambito degli interventi previsti per il bando Ministeriale PNRR 2023relativo all’abbattimento delle barriere fisiche e cognitive all’interno dei luoghi della cultura: obiettivo del progetto è incentivare la partecipazione di pubblici fragili e a rischio emarginazione sociale, promuovendo nuove strategie e strumenti per la mediazione del patrimonio museale, grazie alla messa a punto di diversi format pedagogici, strumenti e materiali didattici in collaborazione con la Rete di scuole e associazioni del territorio e con l’ausilio di esperti in pedagogia, neuroscienze, psicoterapia, arteterapia, e comunicazione per la disabilità.

Per il PNRR il Museo ha predisposto quattro percorsi educational multidisciplinari guidati da quattro artiste visive – Irene Pittatore, Antonella Orlando, Francesca Varagnolo, Rossana Maggi – per pubblici specifici con l’ausilio di risorse tecnologiche innovative per favorire l’accessibilità, la creatività, la consapevolezza di sé grazie a un approccio artistico e scientifico.

Il Museo ha lavorato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano Bicocca (Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione), l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ICOM Italia e le scuole e le associazioni del territorio di Cinisello Balsamo potenziando percorsi dedicati.

Progetti

FLOATING PORTRAITS | di Irene Pittatore

Un percorso dedicato a studenti che interrompono il percorso scolastico, con l’obiettivo di lavorare sulla sensazione di benessere a Scuola, all’interno degli spazi e dentro le relazioni, una ricerca sulla percezione di sé come studente. Come ti senti a Scuola? È stata una delle domande cardine del percorso posta agli studenti. Il progetto ha permesso di fare l’esperienza di una performance e passare dal banco della classe per immergersi completamente vestiti dentro all’acqua di una piscina, un cambio di stato dall’aria all’acqua per sentirsi leggeri, fluttuanti, liberi. L’espressione di sé attraverso la performance e il ritratto fotografico ha aiutato a percepirsi e definirsi, con l’obiettivo di celebrare la vulnerabilità, il potenziale politico e poetico di ogni corpo che si espone a sconfinamenti e si sottrae, anche solo temporaneamente, al disciplinamento e alle regole dei ruoli scolastici. Il lavoro ha attivato una spinta motivazionale per approfondire il tema del sé, della trasformazione delle emozioni, per far emergere bellezza e abilità custodite in ogni individuo.

SUL TAPPETO VOLANTE | di Rossana Maggi

Il percorso, dedicato a studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES), ha avuto come obiettivo quello di lavorare su due temi: la concentrazione e l’osservazione delle immagini per supportare gli studenti con difficoltà di apprendimento a comprendere le informazioni e apprendere conoscenze grazie all’arte e allo stimolo dell’immaginazione. È dimostrato che le immagini non solo migliorano ma anche aumentano la concentrazione, la riflessione, la comprensione e la memorizzazione dei contenuti. Grazie alle sollecitazioni visive e uditive, gli studenti hanno scatenato il processo creativo.

Il laboratorio è partito dalle opere del Museo rielaborate con fantasia per diventare dettagli mescolati a carte texturizzate, intrecciate a frasi dei bambini per formare un collage poetico che si distribuiva in una passatoia di nove metri, un bellissimo tappeto volante.

MANI PARLANTI | di Antonella Orlando e di Francesca Varagnolo coreografa

Dedicato a studenti con disabilità cognitiva ad ampio raggio e con autismo a basso e alto funzionamento. Il percorso è stato pensato per le scuole secondarie di primo grado, dedicato all’intera classe per innescare processi di empatia e condivisione evitando qualsiasi forma di emarginazione. Oggetti affiorati da fotografie selezionate dal patrimonio del Museo e ricreati con l’argilla dai ragazzi, che parallelamente hanno danzato e giocato con le mani e le basi della LIS. Emozioni svelate attraverso le mani che hanno modellato l’argilla e che parlano con i “segni”. Ritratti fotografici di oggetti/corpi fragili e delicati come i ragazzi nel passaggio tra infanzia e adolescenza. Tutto prende vita durante la performance dove la fragilità del singolo troverà forza nell’unione del gruppo. Il movimento del corpo, spesso rifiutato, diventa strumento di conoscenza e apprendimento troppo spesso dimenticato o considerato di secondaria importanza a scuola. Un percorso in cui ciascuno ha il proprio spazio per esprimersi e riscoprirsi nella propria fragilità e nell’indeterminatezza del presente.

Video della perfomance finale

RACCONTI IN CODICE di Antonella Orlando

Il progetto sperimentale ha coinvolto come protagoniste le persone anziane con Alzheimer della Residenza Rsa Casa del Sole di Cinisello Balsamo insieme alle persone che ogni giorno se ne prendono cura. Il percorso ha avuto come obiettivo la creazione di libri fotografici molto poetici in cui ricordi reali o solo vagheggiati si svelano e si confondono. I partecipanti sono partiti da una grande selezione di fotografie, scelte dall’archivio del Mufoco, utilizzando la tecnica della punzonatura e del frottage per catturare e trasferire su carta le immagini fotografiche che più stimolavano la loro curiosità e il loro immaginario. Al progetto oltre l’artista ha lavorato un’equipe di persone in collaborazione con le associazioni di volontariato che si occupano a vario titolo di invecchiamento e fragilità e i terapeuti che ogni giorno sentono il bisogno di un supporto creativo per tradurre operazioni ripetitive in soluzioni e risposte adatte al paziente.

Immagine: frame dal lungometraggio Ogni cosa ha il suo sguardo di Enece Film.

Progetto finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU